Berzo Demo

Questo comune è formato da tre frazioni principali adagiate a differenti quote sul fianco della montagna: Demo è sul fondovalle, mentre salendo lungo la strada provinciale che si inerpica nel cuore della Valsaviore si incontrano gli abitati di Berzo e di Monte.

 

A Demo su un dosso a fianco della Strada Statale 42 si trova la chiesetta di San Zenone, risalente al XII secolo e dotata di un caratteristico campanile triangolare. Nelle vicinanze sorge l’interessante ponte di San Zenone, realizzato sul fiume Oglio nel ‘500 lungo l’antica via Valeriana. La settecentesca chiesa parrocchiale di San Lorenzo custodisce interessanti dipinti del ‘600 e ‘700, il campanile si innesta su una torre di epoca medievale a base quadrata realizzata con conci di pietra locale ed al suo fianco c’è la seicentesca chiesetta di S. Agostino.

 

La località “Morti della Peste” nella campagna poco lontano dall’abitato di Demo, a dispetto del macabro nome, è la meta ideale per una tranquilla passeggiata nella natura e per visitare la chiesetta di S. Valentino eretta in memoria dei morti della peste. Quest’area, infatti, quando nel Seicento la popolazione fu colpita dall’epidemia, ospitò gli appestati allontanati dai centri abitati e vi rimanevano fino alla morte o al “miracolo” della guarigione.

Nelle vicinanze si aprono gli imbocchi di diverse miniere, recentemente recuperate e valorizzate. 

 

Baita “Monte Nebo” è una cascina-santuario situata nei pressi della località Forno Allione. Nell’ampio prato che la circonda sono state realizzate delle edicole rappresentanti la Via Crucis con statue lignee.

 

A Berzo merita una visita la parrocchiale di S. Eusebio. Dal piccolo centro, attraverso suggestivi sentieri si possono raggiungere diverse mete montane, tra cui il Piz Olda (2516 metri).

 

Il borgo di Monte si rivela una vera sorpresa per i visitatori: qua e là si scoprono suggestivi scorci di architettura rustica alpina, testimonianza di un passato e di una cultura tradizionale fortemente viva e radicata. Ogni anno nei primi giorni di Dicembre si svolgono le “Ere de Nadal dal Mut”, caratteristici mercatini di Natale ambientati nelle stalle, cantine e fienili del centro storico.

 

ANTICO TORCHIO A LEVA
In una cascina in località Palazzina è visitabile un antico torchio a leva utilizzato in passato per la spremitura di uva e vinacce.
E’ un esemplare di torchio unico nel suo genere in tutto l’arco alpino e grazie al sostegno dell’Associazione “El Teler” è stato recuperato e reso visitabile.


E’ basato su una tecnologia che ha origini remote, infatti il suo funzionamento e le caratteristiche tecniche sono del tutto simili a quello rinvenuto negli scavi di Villa dei Misteri a Pompei.


I torchi, insieme ai mulini, sono gli attrezzi che hanno maggiormente contribuito nei secoli passati ad alleviare le fatiche quotidiane delle genti di montagna.

La loro valorizzazione è molto importante perché restituiscono alla memoria collettiva ed al territorio dei reperti rilevanti della cultura rurale e dell’economia alpina e sono elementi chiave per conseguire maggiore consapevolezza delle tecniche di sussistenza dei nostri antenati.

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