Cedegolo, Casa Panzerini

Fu costruita nel 1630 dall’omonima famiglia che per due secoli trovò qui la sua fortuna con attività commerciali, agricole e minerarie, e che cadde in disgrazia durante il processo di unificazione nazionale. Sui portali d’ingresso spiccano ancora gli stemmi in pietra del casato. Situato a 410 metri di quota, Cedegolo è il comune più a sud della Valsaviore e nei secoli ha rappresentato il centro commerciale e di servizio dell’area. All’ingresso sud del paese, ben visibile dalla Strada Statale 42, si erge maestoso il ponte della Noce realizzato in pietra a fine ‘500 lungo l’antica via Valeriana. Il centro storico si è sviluppato intorno al cinquecentesco ponte della Poia e conserva eleganti dimore signorili del XVI e XVII secolo ricche di dipinti e stucchi pregiati: Casa Simoncini con i suoi archi e loggiate; Casa Massari con l’adiacente torre, probabile posto di guardia del XVIII secolo e Casa Panzerini appartenuta a Lorenzo Panzerini. A questo cedegolese illustre è legata l’omonima antica dimora. L’iscrizione incisa sulla lapide collocata sulle mura della casa recita: «Ing. Lorenzo Panzerini, garibaldino dei Mille, nato il 30 aprile 1835, morto il 2 febbraio 1913. Ed ei fu della rossa compagnia che a Quarto disse: “L’altra Italia è nostra”». Il palazzo seicentesco apparteneva alla famiglia omonima e fu donato al comune nel 1978 dalle famiglie Panzerini-Lovati. L’edificio è stato sottoposto a un lavoro di recupero dei dipinti, degli stucchi e delle tele che ornano le pareti del piano terra e del primo piano, mentre il secondo piano è stato interamente adibito a biblioteca comunale, intitolata a Francesco Gino Frattini, che contiene circa 12.000 volumi, oltre a una sala riservata alla consultazione e una alle conferenze. Tra gli archivi storici spiccano quello del comune di Cedegolo, quello donato dall’Enel e l’archivio della famiglia Panzerini, contenente circa 30.000 fogli. Il palazzo ospita le sedi di alcune associazioni locali.