La Via degli Orti Facendo due passi tra boschi e campi coltivati, gustatevi un itinerario agricolo nel Parco dell’Adamello!

Saviore dell’Adamello

itinerario ad anello

difficoltà: facile

lunghezza: circa 6,5 km

tempo stimato: 2 ore a piedi, senza tenere conto delle soste

da percorrere a piedi, in mountain-bike, in e-bike; non adatto a passeggini.

camminando in Valsaviore

Il Municipio di Saviore dell’Adamello è il punto di partenza per scoprire nella stessa passeggiata un caratteristico borgo alpino, l’impatto della Tempesta Vaia e l’utilizzo delle risorse montane da parte dell’uomo. Potete scegliere di esplorare il borgo di Saviore all’inizio del percorso, oppure una volta di ritorno dal giro ad anello; non abbiamo particolari consigli da darvi sulle tempistiche, ma una cosa ci teniamo a dirvela per accompagnarvi al meglio: perdetevi.

Via degli orti - Ph Massimo Cervelli (25).NEF

Lasciatevi guidare da curiosità ed intuito, per assaporare passo dopo passo ogni angolo di questo borgo, vero e proprio baluardo di ruralità alpina. Immergetevi nelle viuzze, osservate i dettagli di fontane e portali, appoggiate lo sguardo sui sussurri che il legno e la pietra (le due materie prime locali per eccellenza) sembrano scambiarsi attraverso i secoli. Il borgo racchiude in pochi passi tutta la meraviglia del tempo sospeso, sapientemente incastonato su di un terrazzo naturale: ve ne renderete meglio conto arrivando alla Chiesa Parrocchiale e al piccolo camposanto subito dietro. Una sosta forse insolita, ma splendida per via dell’ottima vista sulle cime del Gruppo dell’Adamello proprio di fronte e del contorno frastagliato della Concarena sulla destra.

Tornare sui passi dell’itinerario significa procedere seguendo le indicazioni per Località Fabrezza lungo la comoda strada asfaltata. È un camminare dolce, costeggiato dalle punte degli abeti e dal profumo di resina delle conifere… un profumo reso ahinoi forse ancora più intenso dalle ferite inferte dalla Tempesta Vaia, che con la sua foga ha divelto tronchi e strappato chiome frondose. Gli alberi mancanti hanno però aperto visioni inaspettate su panorami prima coperti dal verde, lasciando spazio alla speranza di un nuovo rigoglioso germogliare. Non solo soddisfazioni per la vista, ma anche per il palato: l’itinerario offre infatti l’occasione per gustare degli ottimi prodotti locali.

Via degli orti - Ph Massimo Cervelli (8).NEF

Il percorso prosegue lungo la strada asfaltata sino ad una lapide posta sulla destra: qui bisogna scendere, imboccando il sentiero che ci ricongiunge alla parte bassa della Via. Nulla toglie che i più curiosi si possano avventurare fino alla fine della strada asfaltata: attraversato un ponticello di legno su torrente si arriva a Fabrezza, punto d’accesso all’incantevole Val Salarno. Ma torniamo al sentierino che scende ora alla vostra destra…

montagna-parco-adamello

Qui la strada si fa sterrata, abbandonando l’asfalto per un bel tratto. Boschi, prati, cascinali, orti e altri segni di resilienza contadina si alternano lungo il tracciato, sempre testimoni di una montagna facilmente accessibile al turista che ama passeggiare. Non fatevi però trarre in inganno dalla dolcezza di questo continuo saliscendi: anche se acqua e sole non mancano, per ricavare prodotti agricoli da questi versanti è necessaria una buona dose di tenacia e fondamentale è anche la competenza applicata sul terreno.

Infine, i vostri passi vi riportano in paese: attraversando il borgo raggiungete il Piazzale del Municipio di Saviore dell’Adamello, il punto di arrivo.

Aspettiamo ora le vostre foto sui social con l’hashtag #valsaviore

curiosità

È curioso come la forza dirompente della natura possa modificare un paesaggio… percorrendo l’itinerario emerge in modo chiaro come nell’ottobre del 2018 la Tempesta Vaia abbia distrutto intere foreste.

L’uomo ha però anche imparato a domare, almeno in parte, l’esuberanza degli elementi, come racconta l’architettura idroelettrica della Val Salarno. Alzando gli occhi lungo la mulattiera si può fare una vera e propria capriola all’indietro nel tempo, atterrando agli anni in cui operai, ingegneri e pionieri dell’elettricità edificavano imponenti muraglioni per imbrigliare l’acqua.

A circa due ore di cammino da Fabrezza, la diga del Lago Salarno è forse la prova tangibile di come il braccio di ferro tra uomo e natura faccia ormai parte di questo patrimonio paesaggistico.

resilienti loghi progetto